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Michela Daniele



Questa settimana ho pensato di intervistare la mia allenatrice, Michela Daniele, coach del Tiber Rowing Club, psicologa, mamma di Tommy e di nuovo in dolce attesa, moglie di Luca Tramonti, ex atleta nazionale di canottaggio.

Michela è una persona solare, sempre sorridente e positiva e, soprattutto, una donna forte e generosa. Anche con il pancione tira su le barche, carica carrelli, sale sul gommone e con il megafono ci sprona durante i faticosi allenamenti.

Nonostante i suoi innumerevoli impegni si è prestata con simpatia e disponibilità a rispondere alle mie domande. L’amore, l’entusiasmo e la passione per questo sport si percepiscono in ogni risposta.

Grazie Michi!

Michela, come è cominciata la tua avventura di allenatrice?

Un po’ per gioco e un po’ per sfida. Erano passati almeno 5 anni da quando, ahimè, dovetti lasciare il canottaggio a causa di un overtraining. Durante quel periodo evitavo anche di passare con la macchina davanti al circolo, che dispiacere!!!!!!!!!!!

Mi arrivò una telefonata di uno dei miei ex allenatori che mi chiedeva aiuto per gestire un gruppo di scafate donne che si erano da poco avvicinate al remo. Tornare nel mondo del canottaggio..... non riuscivo a capire se mi avrebbe fatto piacere o avrebbe riaperto una ferita che non si era ancora chiusa, per di più con delle "signore". Non sapevo proprio cosa fare, così pensai di unirmi al gruppo come vogatrice per capire dall'interno a cosa sarei andata incontro e quali fossero le mie emozioni. Conclusione: i grandi amori non si dimenticano mai e quando l'agonismo fa parte dei tuoi geni ogni sfida è valida, così è iniziata la mia avventura.

Quali difficoltà hai incontrato allenando una squadra di master femminile?

In tutta onestà devo dire tante. In molti casi mi sono servite di più le mie competenze da psicoterapeuta che quelle da allenatrice. Non è facile per una donna relazionarsi in forma "gerarchica" con un numeroso gruppo di altre donne, più grandi, professionalmente realizzate, alcune totalmente ignare di cosa significhi fare sport. Ritengo sia molto più difficile far capire l’importanza di mettersi in gioco, di trovare, accettare e, non ultimo, superare i propri limiti, piuttosto che insegnare il "gesto tecnico" del canottaggio.

Che differenza noti tra le signore master e le ragazze?

Sicuramente allenare ragazze o bambine ancora "in fieri" è più facile per il semplice fatto che la materia da plasmare è meno strutturata e meno rigida. Nello sport, cosi come nella vita, ci portiamo dietro il nostro bagaglio di esperienze che, in un modo o nell'altro, influisce sulle nostre "risposte allo stimolo". Più aumentano gli anni e più crescono le sovrastrutture con cui fare i conti.

È meglio allenare le donne o gli uomini?

Se ci piacciono le situazioni semplici, lineari, dirette........ maschietti for ever. Non credo sia difficile immaginare le dinamiche che si creano in un gruppo di 20 uomini e quelle che si creano tra 20 donne, voi quali preferireste? Questo però non significa che non mi piaccia allenare le donne, anzi!!! Riuscire a tenere unito negli anni un gruppo di donne è sicuramente una soddisfazione enorme. Forse la cosa più difficile è riuscire ad avere un rapporto di amicizia senza che questo faccia decadere il mio ruolo di allenatrice, però, come dicevo anche prima, ciò che si ottiene con il sudore della fronte è anche ciò che ci da grandi gioie e soddisfazioni.

Quali obiettivi agonistici ti poni per il futuro?

Credo che il principale obiettivo sia fare amare il canottaggio a più persone possibile, trasmettere la gioia di stare sul fiume e di confrontarsi in un sano agonismo. Questi sono anche i motivi principe che hanno spinto me ed altri amici a dar vita ad un circolo di canottaggio per veri amatori, senza "fronzoliâ€, con pochi soldi, ma che va avanti e sopravvive solo grazie alla passione di "veri canottieri". La nascita del "Tiber Rowing Club" è un sogno che si realizza. È la possibilità di togliersi di dosso tutte le "etichette" che accompagnano il canottaggio di tanti altri circoli storici, è raccogliere i frutti del lavoro fatto con amore e fatica negli ultimi 10 anni della mia vita, è avere come compagni di avventura non più solo canottieri ma veri amici, amici che non mi stancherò mai di ringraziare per il solo fatto di "averci creduto"!!!!!